Comfort Termico

Il comfort termico è quello stato di benessere in cui il soggetto non avverte sensazioni né di caldo né di freddo, definito come condizione mentale di soddisfazione nei riguardi dell’ambiente termico. Ad esempio la temperatura in un locale abitato per essere percepita confortevole in inverno deve essere oltre 20°C, mentre in estate non deve superare i 26°C. Per poter garantire un buon comfort termico in sede di ristrutturazione bisogna progettare adeguatamente i sistemi di isolamento, soprattutto esterno, per la protezione dell’involucro dell’edificio e per evitare la formazione di ponti termici che comporterebbero delle perdite di prestazioni.

Per valutare le prestazioni di un materiale si considera la trasmittanza termica (U), ovvero la quantità di calore che lo attraversa; minore è il coefficiente U, maggiore è la capacità isolante del materiale considerato. Per contenere il surriscaldamento estivo degli ambienti interni è importante la trasmittanza termica periodica (YIE), cioè l’indice che valuta la capacità di una parete opaca di sfasare ed attenuare il flusso termico che la attraversa nell’arco delle 24 ore, e lo sfasamento, ovvero la differenza di tempo fra il momento in cui si registra la temperatura massima superficiale esterna della parete e il momento in cui si registra la massima temperatura sulla superficie interna; quando è superiore alle 8/10 ore allora possiamo ottenere un elevato comfort termico.

La normativa sull’efficienza energetica prevede il rispetto di stringenti valori limite di trasmittanza termica di tutti gli elementi costituenti l’involucro, sia per edifici di nuova costruzione sia nel caso di ristrutturazioni, definendo precisi e rigorosi valori di trasmittanza termica delle superfici verticali opache in funzione della zona climatica dove l’edificio è collocato.